6/14/22

Programmare il cash flow, tra necessità, norme giuridiche e best-practices

Quando le congiunture, i cicli economici, puntano verso un minimo, allora sembra normale che la cassa sia vuota o quasi. Al contrario, durante i periodi di prosperità, la cassa piena appare scontata.
Un dubbio - che rasenta il mistero inspiegabile - attanaglia, invece, l’imprenditore quando guarda il bilancio chiudere in “utile” e trova la cassa vuota, o quasi.
Questo dubbio è, in realtà, sintomatico di prospettive diverse: mentre il bilancio economico e lo stato patrimoniale sono una astrazione metodologica che fissa artificialmente il tempo, la cassa è una grandezza dinamica, tanto è vero che, con riferimento alla fluidodinamica, si parla di flusso (flusso di cassa, cash flow).

L’introduzione recente dell’obbligo di redigere anche un rendiconto finanziario, che effettivamente è l’unico documento a dire quanti soldi ci sono in cassa, è stato un grande passo avanti che ha obbligato l’impresa a scoprire la propria dimensione finanziaria, ma non ha cambiato paradigma.
Lo sforzo successivo è superare il ritardo temporale, ovvero l’(in)utilità dell’informazione. Sapere oggi di avere o non avere generato cassa, e perché, quattro o sei mesi fa (il tempo di approvazione del bilancio) rende l’informazione inutile perché obsoleta.

La sfida è guardare la dimensione finanziaria dell’impresa come un sistema in movimento e guardare avanti: prevederne le dinamiche future e attuare un monitoraggio proattivo che deve agevolare la circolazione dell’informazione attraverso la produzione di feedback a supporto dell’attività di governance.

Del resto nella stessa direzione va la modifica normativa apportata dal D. Lgs.12 gennaio 2019 n. 14 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza) con l’introduzione, nell’art. 2086[1] del Codice civile, del secondo comma che prescrive, tra l’altro, l’istituzione di adeguati assetti organizzativi anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi d’impresa e della perdita delle continuità aziendale. Tale obbligo grava su tutte le imprese, di qualsiasi dimensione purché esercitate in forma societaria o collettiva.

I primi provvedimenti giurisprudenziali in tema di irregolarità gestori e derivanti dall’inosservanza di quanto previsto dalla norma sono oramai noti (il primo, in particolare, pronunciato dal Tribunale di Milano il 18 ottobre 2019).

Le imprese di qualsiasi dimensione sono perciò chiamate a dotarsi di strumenti conoscitivi del business e di misurazione della sostenibilità (del debito in primis).Strumenti di pianificazione quali i piani pluriennali o business plan, di programmazione quali i budget, devono entrare nel DNA del fare impresa.

Nel tessuto economico nazionale, in massima parte costituito da PMI, viene, però da chiedersi quali siano gli strumenti idonei e adatti per monitorare la sussistenza della continuità aziendale: non solo perché ciò sia imposto da una norma di legge, ma soprattutto per una norma di buon senso, perché la perdita di un’impresa è un danno per la ricchezza nazionale e per la comunità sociale.

Uno slang americano suona, più o meno, così: “cash is king!” per enfatizzare il ruolo fondamentale della liquidità e molte imprese sono valutate per la loro capacità di generare risorse finanziarie. In Italia, più malinconicamente e semplicemente, diciamo: “I conti si fanno per competenza… ma si fallisce per cassa!”.
Che sia forse il caso di programmare, allora, cominciando dalla cassa?

La domanda è solo retorica e la questione vera si sposta sul come fare una tale programmazione e previsione. Con strumenti adeguati - come Microsoft Power BI- utilizzati in modo avanzato, è possibile ottenere quanto è necessario per monitorare, e quel che più conta prevedere, tutte le grandezze più significative per la misurazione della sostenibilità, a partire dal flusso di cassa.


[1] Art. 2086 c.c. – L'imprenditore è il capo dell'impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori.

L'imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell'impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l'adozione e l'attuazione di uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

 

Noi di NSI– Think Outside the Box & Bononia Corporate Finance possiamo aiutarti a pianificare e monitorare il flusso di cassa con strumenti avanzanti, così da supportarti nella crescita sostenibile della tua impresa.

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Autori dell'articolo:

Carmine Mollica – Dottore commercialista e Revisore legale

Senior Advisor presso Bononia Corporate Finance

Stefano Borghi – Chief Technology Officer

Consigliere di Amministrazione presso NSI ThinkOutsideTheBox

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