9/14/20

I 4 miti del lavoro agile

La nuova normalità post pandemia ha modificato anche le esigenze del mondo informatico, portando i leader IT a riconsiderare i ruoli e le priorità all'interno delle organizzazioni.

Il lavoro agile che è stato introdotto forzatamente all'interno della quotidianità aziendale ha portato i CTO e i CIO ad accelerare la trasformazione digitale. Quest’ultima, oltre al miglioramento della gestione delle spese e al lavoro a distanza, è diventata priorità assoluta.  

Fino a poco tempo fa il lavoro agile non era mai stato preso seriamente in considerazione, questo perché spesso associato ad idee sbagliate o a falsi miti. Oggi però, dall'obbligo alla scelta, molte aziende hanno assunto una visione più positiva riguardo al lavoro da remoto e continuano a lavorare a distanza anche nel post pandemia, ben notandone i benefici.  
Oltre al lavoro a distanza, la pandemia ha portato a rivalutare anche la possibilità di affidarsi a partner terzi per sviluppare le proprie reti o i propri progetti IT: è possibile collaborare e lavorare in modo adeguato anche con distanze geografiche molto grandi fra cliente e committente oppure anche tra team della stessa azienda.

Molti CTO sono davvero favorevoli all'idea di affidare ad esterni i propri progetti IT soprattutto perché il primo vantaggio risiede in un risparmio di costi, che mai come in questo periodo può essere utile e necessario per ricominciare.  

Nel corso degli anni quindi sono nati molti miti sul lavoro agile, idee sbagliate che hanno contribuito a rendere le aziende sempre più conservatrici.

Analizziamone alcuni e smontiamoli definitivamente.

  • I team che lavorano in remoto possono prendere decisioni in modo casuale e/o in modo errato.
    Per far fronte a questa ipotesi si utilizzano vari metodi: Scrum, stand-up quotidiani, pianificazione e preparazione degli sprint, revisioni delle prestazioni e retrospettive, per fare in modo che l'intero team prenda parte al processo decisionale.

  • L'integrazione fra professionisti distribuiti in luoghi diversi richiederebbe troppo tempo
    L'onboarding di un nuovo membro del team, sia in loco che da remoto, deve essere già compreso e integrato in un piano prestabilito. In ogni caso, sempre grazie a tools di organizzazione del lavoro, la comunicazione anche fra membri di team diversi risulta davvero semplice.

  • I lavoratori da remoto sono meno produttivi.
    Il lavoro agile evita ai dipendenti gli spostamenti quotidiani, portandoli ad affrontare meno distrazioni, consentendogli quindi di lavorare di più e meglio. I team distribuiti, se dotati dei giusti strumenti di gestione e comunicazione, possono rivelarsi ancora più efficaci di quelli centralizzati. La cosa più importante è avere all’interno del team le persone giuste, la posizione è irrilevante per la produttività.  
  • Team diversi che lavorano da remoto non possono collaborare
    Grazie alla tecnologia odierna la distanza non è più un ostacolo alla collaborazione.  

Insomma, il lavoro agile ha davvero migliorato le nostre vite. Usufruirne nella maniera corretta non è sempre facile però, spesso è necessario affidarsi a veri esperti.  

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