11/20/20

E se lo smartworking ci piacesse troppo?

Purtroppo, o per fortuna, lo smartworking non finirà così in fretta e come ogni nuovo scenario indubbiamente il lavoro agile ha i suoi vantaggi: niente perdite di tempo nei viaggi casa-lavoro, orari flessibili, più tempo libero, più libertà nel potersi vestire e organizzare il proprio spazio di lavoro, maggior grado di autonomia e responsabilizzazione. Ecco perché ci piace sempre di più.

Da una ricerca su Remote Working e Futuro del Lavoro presentata da Microsoft e realizzata da Bcg e Krc Research, coinvolgendo oltre 9 mila manager e dipendenti di grandi imprese in Europa occidentale, tra cui oltre 600 in Italia, si evince che nel 2020 il 76% delle imprese lavora in modo flessibile, contro il 19% del 2019.  
La ricerca però si è focalizzata soprattutto sui benefici apportati dal lavoro agile ai lavoratori, i quali per il 68% ritiene di riuscire a lavorare di più in modalità agile rispetto alla classica giornata in ufficio, il 42% ne ricava un equilibrio più agevole tra lavoro e vita privata, mentre il 31% rimane indifferente.

Lo smartworking porta anche vantaggi di tipo economico che chiunque provi a rinnegare direbbe il falso: è stato calcolato che i risparmi potenziali andranno dai 1.000 ai 2.500 euro l’anno per i pranzi fuori casa, tra i 500 e i 1.500 euro per i trasporti e 5.000 e 10.000 per l’abitazione, in quanto numerosi lavoratori hanno già cominciato a trasferirsi in zone periferiche e lontane dal proprio ufficio risparmiando molto sui costi dell’affitto.  

Spesso tra azienda e dipendenti dove guadagna uno non guadagna l’altro, ma nel caso del lavoro agile entrambi ottengono una buona rendita.  
I leader aziendali hanno registrato molti benefici, sia in termini di produttività sia di efficienza: l’87% degli intervistati ha riscontrato una produttività pari o superiore a prima del lockdown e il 71% è convinto che le nuove modalità “ibride” di lavoro comportino significativi risparmi in termini di costi. Emerge anche che entrambi, manager e dipendenti, stanno apprezzando i vantaggi del lavoro da remoto tanto che nessuno di loro intende tornare alle vecchie abitudini.  

Perché il lavoro agile sia fruttuoso il dipendente deve esser messo in condizioni di poter lavorare in modo ottimale anche dal proprio soggiorno o dalla propria cucina, e su questo punto la ricerca ha evidenziato importanti problematiche.
Il 43% dei collaboratori delle aziende intervistate non ha avuto a disposizione il minimo di hardware e servizi necessari durante il lockdown, questo perché due aziende su tre investono meno di 1.000 euro l’anno per dipendente in strumenti e formazione. Un limite notevole dal momento che la tecnologia è in grado di abilitare la pianificazione del lavoro e la gestione dei processi con un aumento di produttività fino al 40%; soprattutto in ambienti innovativi gestiti da manager che incoraggino e sostengano questo nuovo modo di lavorare.

A sostegno di questa visione verso la necessità di un percorso di innovazione per le aziende del futuro Luba Manolova, Direttore della Divisione Microsoft 365 di Microsoft Italia si è espressa dicendo: “La nostra ricerca mette in luce l’importanza di un approccio umano all’innovazione: i team che avranno davvero successo saranno quelli caratterizzati da un maggiore spirito di gruppo, da empatia e fiducia negli altri. Fondamentale continuare a promuovere la cultura del digitale contestualmente alla cultura dell’innovazione e mettere a disposizione tecnologie in grado di mettere tutti in condizioni di lavorare al meglio e favorire anche la collaborazione dei team”.

Avere la migliore attrezzatura, di conseguenza le migliori infrastrutture, diventa quindi fondamentale, anche per mantenere quel briciolo di relazione umana che serve per comunicare con i propri colleghi in modo ottimale.  

Noi di NSI - Think Outside the Box siamo digital enablers e crediamo che la tecnologia abiliti l’innovazione. Semplicemente.  
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